IL SOGNO DI UNA VITA

Nasce dall’amore per la mia Terra e per le cose belle questa grande avventura: una scommessa con me stessa che alle soglie dei quarant’anni, stanca di impiegare energia per un lavoro che non mi appagava più, desideravo creare qualcosa che esprimesse appieno la mia personalità.

Per vent’anni ho lavorato in uffici e aziende private come ragioniera, e adesso avevo voglia di provare le mie forze uscendo dalla staticità di quel lavoro e cercando di utilizzare al meglio tutte le esperienze professionali precedenti.

L’idea dunque: aprire un esercizio commerciale in una località turistica; poi, una serie di casi molto fortunati che mi portano a spostarmi dal Campidano al nord della Sardegna. Arrivo così a Porto S.Paolo, un piccolissimo e delizioso paese della Gallura.

Il locale, proprio di fronte all’imbarco per l’isola di Tavolara, aperto nel maggio 1999 dopo varie peripezie burocratiche decido di chiamarlo Sardegna D.O.C. che vuol essere una garanzia, poi per rafforzarla aggiungo anche il mio nome. Commercializza prodotti alimentari tipici di qualità.

Prima dell’inizio della stagione estiva e dell’inaugurazione del negozio comincia la “ricerca” che non mi abbandonerà più e che sarà il motore di questa attività: girando per fiere e sagre paesane ho conosciuto piccoli produttori che proponevano le proprie specialità (miele, pane, dolci, vini liquori, spezie…). All’inizio acquistavo i prodotti per me, poi rientrata a casa elaboravo ricette e, quando risultavano di mio gradimento, entravano nella lista dei miei prodotti da vendere. Così è stato per lo zafferano di Ozieri, racchiuso in sacchetti di finissimo sughero e chiusi con fili di rafia, così per i liquori di alloro e basilico, molto aromatici e digestivi, e poi per i peperoncini ripieni di bottarga di tonno e pesce spada affumicato, come per le creme di frutta (mirto, corbezzolo, fico d’india, …) e miele.

Dopo la fase della degustazione ho cominciato ad entrare nelle aziende per rendermi conto personalmente di come avveniva la lavorazione (naturalmente artigianale): i prodotti da esporre e vendere nel mio negozio dovevano essere vere e proprie prelibatezze, di cui le caratteristiche più importanti dovevano essere genuinità e qualità.

Ho puntato molto sull’esclusività dei prodotti e così mi sono accaparrata piccole produzioni, lanciando prodotti poco conosciuti e di difficile reperimento.

Si apre, finalmente. La paura è tanta, inizio acquistando piccole quantità di merce. La gente, come spesso accade, entra dapprima incuriosita, anche un po’ scettica forse, ma a chi entra nel mio locale, fin dal primo giorno, vengono descritti i prodotti e le loro caratteristiche; inoltre vengono suggeriti spunti di alcune ricette per la realizzazione di piatti particolari.

Non basta, voglio che chi acquista sappia cosa sta portando a casa e inizio a far degustare gratuitamente alcuni prodotti: la gente è concorde con la bontà e la genuinità, esce soddisfatta… e poi ritorna.

Azzardo forse un po’ quando dico che alla fine della stagione inizierò a fare le spedizioni. La gente se ne ricorda, e al rientro a casa dalle vacanze mi chiama davvero! Inizio così a spedire i miei prodotti in tutta Italia.

Finisce la stagione estiva, c’è sempre meno turismo, il paese si spopola. Mi propongo di resistere, di tenere aperto il locale, volendomi un po’ imporre in quella che da sempre è stata la mentalità delle località turistiche: tenere aperto 4 o 5 mesi l’anno sfruttando il turista di passaggio per poi sopravvivere durante la stagione invernale.

Sono rimasta sola, il mio era e continua ad essere l’unico negozio aperto tutto l’anno in prossimità del porticciolo. Inizia l’inverno, Natale è alle porte e cerco di attuare quello che era un obiettivo fin dall’inizio: dilatare la stagione, confezionando cesti natalizi per le aziende private e per gli Enti, sempre con i miei prodotti, aggiungendone dei nuovi come il panettone artigianale al mirto, il torrone e lo spumante sardi: le aziende rispondono, confezionerò circa seicento pacchi natalizi.

Il 31 dicembre si festeggia il Capodanno del 2000 e io brindo alla realizzazione del mio sogno; in quel momento mi rendo conto che non posso permettermi di vederlo sfumare, e che devo metterci ancora più impegno di prima, continuando la mia ricerca.

Chiudo un mese per riprendere le forze, tra gennaio e febbraio. In quel periodo ho delle intuizioni: mi rendo conto che il paese si sta evolvendo e che nasceranno altri esercizi commerciali; penso che sia arrivato il momento di ampliare l’attività (sfruttando un’area a fianco al mio negozio), la Sardegna non è solo buon cibo ma anche artigianato. Sento che se non attuo questo progetto ora, qualcuno potrebbe chiudermi gli spazi.

Ho sempre sentito parlare di grandi artigiani che, ad un certo livello, io considero artisti. Una notte mi sveglio all’improvviso e so chiaramente quello che voglio, tutto ciò che fino a quel momento era stato inespresso cominciava a prendere forma nella mia mente: butto giù le mie idee in un pezzo di carta, poi anche se a fatica per la grande euforia, riprendo a dormire. L’indomani telefono ad un mio carissimo amico di Nuoro che mi ha sostenuto da sempre nella mia iniziativa, e tramite lui entro in contatto con gli artigiani più bravi della sua città e di altri paesini della stessa provincia.

Alcuni li conoscevo già, altri me li presenta. Tutti sono entusiasti e accettano di lavorare per me e a creare opere esclusive: dall’orafo che disegna e realizza una linea di gioielli esclusivamente per il mio negozio, all’intagliatore del legno che crea cassapanche e mobili di vario genere in castagno o in ciliegio con motivi classici della tradizione sarda, al fabbro che lavora i metalli nelle più svariate forme: dai piatti traforati con incastri in rame e ottone a quelli ageminati lavorati con lo scalpello, dalle graticole girevoli ai parascintille per i camini… Una signora di settant’anni che da cinquanta lavora al telaio crea per me tappeti, arazzi e tendaggi di grande pregio. Senza contare le ceramiche artistiche, le pipe in radica, nonché i lavori in pietra: tavoli, specchi, orologi da muro e da tavolo in trachite di vari colori, travertino, basalto, tufo,… tutti pezzi unici.

E’ un nuovo successo, la gente apprezza e riconosce l’unicità dei manufatti ed entro nel circuito dell’arredamento: oggi vado nelle abitazioni a disegnare mobili e complementi d’arredo di vario genere a casa di quelle persone che vogliono oggetti esclusivi e garantiti.

Ora so che questa è la mia strada, le idee sono ancora tante e, a poco più di due anni dall’inizio di questa attività le soddisfazioni non mancano: vedere la gente contenta mi appaga.

Nel campo alimentare ho ideato una linea personale di prodotti che portano il mio nome: ho iniziato quest’anno lanciando il mirto Sardegna DOC, prodotto per me da un’azienda secondo un’antica ricetta di famiglia, ma ben presto continuerò con la produzione e il lancio di altri prodotti come il miele, la pasta, i dolci…

C’è tanta voglia di crescere e di fare, di proporre sempre prodotti nuovi, e di andare incontro alle richieste di tutte quelle persone che scelgono di venire in Sardegna perché oltre il mare e i siti archeologici cercano anche il contatto umano, la cortesia e la garanzia su ciò che acquistano.

 

… E ancora oggi, dopo quattordici anni, l’avventura e la ricerca continuano…

 Devo dire grazie al mio coraggio e al continuo movimento che è in me, ringrazio chi ha sempre sostenuto le mie idee e mi ha aiutata nella loro realizzazione, e mio figlio Riccardo  che, parlando correntemente quattro lingue straniere, gestisce insieme a me l’attività fin dall’inizio con grande serietà e spirito imprenditoriale.

 

All'interno del locale potrete degustare alcune proposte di ricette e abbinamenti sfiziosi, come ad esempio:

  • pane guttiau al timo o al mirto con ricotta salata e abbamele (decotto di miele, polline e scorze d'arancia)
  • dadini di pane civraxiu (cotto al forno a legna fresco di giornata) con creme di verdure (fave, melanzane, zucchine, peperoni, cardi e carciofi...)
  • olive condite con olio e. v. fruttato, bacche e foglie di mirto, peperoncino ed altri ingredienti di una mia ricetta personale
  • salumi di suino e cinghiale (al mirto, al vino nepente di oliena, al peperoncino...)
  • prosciutti di capra e di pecora
  • formaggi pecorino e caprino con bottarga / miele o marmellata al mirto
  • vini bianchi e rossi di pregio (vermentino di sardegna, vermentino di gallura, cannonau, carignano, monica, vernaccia, malvasia...)
  • dolci e liquori artigianali e di produzione limitata